Feb 052015
 

 

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Parodonto:
insieme di tessuti che circondano e sostengono denti, gengiva, mucosa alveolare, cemento, legamento parodontale, osso alveolare ed osso di supporto.

Parodontite: infiammazione dei tessuti di supporto del dente. Solitamente si tratta di alterazioni associate a distruzione progressiva di osso e di legamento parodontale. L’infiammazione si estende dalla gengiva all’osso ed al legamento parodontale adiacente. In profondità,nascosti tra denti e gengive, in aree non raggiungibili dallo spazzolino, milioni di batteri crescono protetti dal biofilm.

Tasca parodontale: solco patologico tra un dente e l’epitelio gengivale. Estensione apicale anomala del solco gengivale, causata dalla distruzione del legamento parodontale. Ciò determina la formazione di uno spazio in cui tartaro e placca batterica trovano maggiore riparo dalle procedure di igiene orale domiciliare, perpetuando la loro azione di riassorbimento osseo fino alla mobilizzazione dell’elemento dentario ed eventualmente alla sua perdita.

Recessione gengivale: fenomeno per il quale i tessuti parodontali marginali migrano apicalmente lungo la radice dentaria.

Gengivite indotta da placca:
infiammazione gengivale dovuta alla placca dentale.

Parodontite cronica: malattia infettiva che si manifesta con infiammazione dei tessuti di supporto dei denti, perdita di attacco e distruzione di osso. Ha andamento progressivo. E’ caratterizzata dalla formazione di una tasca parodontale e/o recessione gengivale. Solitamente tale patologia si associa alla presenza di placca e tartaro.

detartrasi

Detartrasi: forma di terapia non chirurgica consistente nella rimozione meccanica di irritanti dalla superficie deldente e della radice, con metodi manuali ed ultrasonici, per ottenere superfici dentarie deterse e biologicamente compatibili con la guarigione biologica, senza rimuovere il cemento radicolare.

Levigatura radicolare:
tecnica attraverso la quale si rimuove nella porzione sottogengivale il tartaro, la placca ed il “cemento molle” dalla superficie radicolare, per renderla dura e liscia. Questa tecnica può essere applicata “a cielo aperto” o “a cielo chiuso” spesso in anestesia locale. L’ igienista dentale piò usare la tecnica a “cielo chiuso”. La tecnica a “cielo aperto” è usata dal medico odontoiatra con un’ incisione che tende a ribaltare la gengiva, per facilitare l’accesso strumentale e consentire l’osservazione diretta del campo operatorio. In presenza di parodontite la levigatura mira a promuovere il riattacco dei tessuti di supporto alla superficie del dente.

Terapia parodontale non chirurgica:
rimozione e controllo della placca batterica. Il trattamento completo della terapia parodontale non chirurgica si suddivide in tre fasi: terapia eziologica, la quale viene effettuata nelle aree sopra e sotto gengivali mediante strumentazione meccanica ad ultrasuoni o strumentazione manuale; terapia antimicrobica sistemica e locale, terapia di supporto o mantenimento  eseguita per prevenire la recidiva della malattia con il programma di controllo della placca attraverso lo scaling, levigatura radicolare, applicazione di fluoro e controllo intra/extra orale e motivazione all’igiene orale domiciliare.

Terapia parodontale chirurgica:
qualsiasi atto chirurgico utilizzato per trattare la parodontite oppure per modificare la morfologia del parodonto.

Rigenerazione:
la rigenerazione parodontale si riferisce alla ricostituzione dell’attacco parodontale; la rigenerazione guidata di tessuto osseo si riferisce all’aumento di cresta o alla rigenerazione ossea.

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Gen 202014
 

 

anatomia parodontale 1

 

La malattia parodontale, comunemente chiamata piorrea, è una patologia che si sviluppa a carico del parodonto, ad eziologia multifattoriale, provocata da un’ infezione batterica e dalla predisposizione personale.

Il parodonto, ossia la struttura che funge da sostegno al dente, è composto dalla gengiva, dal legamento parodontale e dall’osso.

Molto spesso la malattia parodontale non provoca dolore, soprattutto nelle fasi iniziali, e quindi non è facile accorgersi della sua presenza; quando ciò avviene, la situazione, in molti casi, è già compromessa: gengive che sanguinano con frequenza, mobilità dei denti e alito cattivo sono segni di malattia parodontale in stato avanzato. La piorrea è una delle cause più frequenti di perdita degli elementi dentari in pazienti adulti.

L’unico modo che il paziente ha per verificare l’insorgenza di malattia parodontale è di fare regolari visite di controllo dal proprio dentista.  Solo in questa maniera è possibile effettuare una diagnosi e quindi attuare un piano di cura adeguato oppure mettere in pratica misure preventive contro l’insorgenza della piorrea. Le misure preventive consistono nella rimozione della placca e del tartaro dai denti: la placca è una patina biancastra che si deposita sui denti vicino alle gengive ed è composta da batteri; se non viene regolarmente eliminata con l’uso dello spazzolino col tempo indurisce e si trasforma in tartaro. Il tartaro può solamente essere eliminato dal cavo orale mediante una detartrasi. La placca batterica e, di conseguenza, il tartaro sono la causa principale dello scatenamento della malattia parodontale.  La malattia parodontale se trascurata nel tempo provoca gonfiore e sanguinamento delle gengive, perdita di osso e perdita dei denti.

Quali sono le cause della malattia parodontale?

La malattia parodontale è causata da diversi fattori non tutti controllabili dal paziente o dal dentista. La causa principale è l’accumulo di placca e di tartaro all’interno della bocca. Uno dei fattori di rischio più importanti è il fumo. L’assunzione di determinati farmaci, come immunosoppressori e antidepressivi, può aumentare la possibilità che si sviluppi la malattia parodontale. Recenti studi hanno inoltre dimostrato che malattie sistemiche, ad esempio il diabete, possono aggravare lo sviluppo della malattia parodontale. La predisposizione genetica, infine, favorisce lo sviluppo della malattia: se in famiglia, tra i parenti più stretti, vi è qualcuno che ha perso i denti apparentemente senza causa è possibile che si sia geneticamente predisposti.

Diagnosi

La diagnosi di malattia parodontale viene eseguita dall’ odontoiatra. Esso si avvale di alcune tecniche diagnostiche minimamente invasive e per nulla dolorose.

malattia parodontale 2

In una situazione di salute l’osso di sostegno dei denti normalmente si trova circa 2-3 millimetri sotto il bordo della gengiva. In caso di malattia parodontale esso si ritira andando a formare le  tasche parodontali, dove con molta facilità si accumulano batteri e tartaro. Per valutare la presenza di eventuali tasche viene eseguito di norma un esame radiografico (come può essere una panoramica) accompagnato da un esame del cavo orale eseguito utilizzando una sonda millimetrata che viene posta tra la gengiva e il dente, e questo permette di misurare la profondità di eventuali tasche.

Le prime avvisaglie della malattia parodontale si presentano con l’insorgere di una gengivite: le gengive sono molto rosse, gonfie, doloranti e tendono a sanguinare con molta facilità. La gengivite è una forma della malattia ancora reversibile e quindi facilmente curabile, ma se non viene curata può evolvere in forme ben più gravi e irreversibili della malattia.

Lo stato più avanzato della malattia è la parodontite: a questo livello le gengive, l’osso e il legamento parodontale sono già stati gravemente danneggiati, i denti hanno acquisito mobilità e nei casi più gravi possono cadere spontaneamente o venire estratti.

Le cure

Come abbiamo visto la malattia parodontale può trovarsi in vari stadi di gravità differente. La cura per la malattia dipende dalla sua gravità. Negli stadi iniziali è sufficiente eseguire una pulizia degli elementi dentari dal tartaro e dalla placca mediante una seduta di igiene orale professionale (detta anche detartrasi). Negli stadi più avanzati è necessario eseguire una levigatura radicolare, che prevede la pulizia approfondita, sotto anestesia, della tasche parodontali. Nei casi gravissimi vi è la possibilità che si debba eseguire un intervento chirurgico di ricostruzione delle strutture perse.

Tutti questi trattamenti vengono eseguiti ambulatorialmente e prevedono tempi di guarigione brevi e quasi del tutto esenti da effetti collaterali. Il numero di appuntamenti necessari al trattamento della malattia dipende dalla gravità e dalla sua estensione. Presso il nostro studio è possibile eseguire i vari interventi anche in stato di sedazione cosciente eseguita da un anestesista specializzato. Dopo il trattamento è prevista l’esecuzione di una serie di richiami periodici di controllo. Una volta effettuata la terapia è di fondamentale importanza rispettare i richiami di controllo ed effettuare scrupolosamente le manovre di igiene orale che vengono insegnate dai nostri operatori. In mancanza di tali atti il buon esito della terapia potrebbe essere compromesso.

Prevenzione della malattia parodontale.

Per prevenire l’insorgere della malattia parodontale è sufficiente seguire poche e semplici direttive:

lavare correttamente i denti mediante l’uso dello spazzolino dopo ogni pasto per almento tre minuti;

utilizzare quotidianamente il filo interdentale e lo scovolino in caso di ponti o impianti;

–  evitare di fumare;

eseguire visite periodiche di controllo presso il dentista specializzato nella cura della parodontite.