Gen 202014
 

 

anatomia parodontale 1

 

La malattia parodontale, comunemente chiamata piorrea, è una patologia che si sviluppa a carico del parodonto, ad eziologia multifattoriale, provocata da un’ infezione batterica e dalla predisposizione personale.

Il parodonto, ossia la struttura che funge da sostegno al dente, è composto dalla gengiva, dal legamento parodontale e dall’osso.

Molto spesso la malattia parodontale non provoca dolore, soprattutto nelle fasi iniziali, e quindi non è facile accorgersi della sua presenza; quando ciò avviene, la situazione, in molti casi, è già compromessa: gengive che sanguinano con frequenza, mobilità dei denti e alito cattivo sono segni di malattia parodontale in stato avanzato. La piorrea è una delle cause più frequenti di perdita degli elementi dentari in pazienti adulti.

L’unico modo che il paziente ha per verificare l’insorgenza di malattia parodontale è di fare regolari visite di controllo dal proprio dentista.  Solo in questa maniera è possibile effettuare una diagnosi e quindi attuare un piano di cura adeguato oppure mettere in pratica misure preventive contro l’insorgenza della piorrea. Le misure preventive consistono nella rimozione della placca e del tartaro dai denti: la placca è una patina biancastra che si deposita sui denti vicino alle gengive ed è composta da batteri; se non viene regolarmente eliminata con l’uso dello spazzolino col tempo indurisce e si trasforma in tartaro. Il tartaro può solamente essere eliminato dal cavo orale mediante una detartrasi. La placca batterica e, di conseguenza, il tartaro sono la causa principale dello scatenamento della malattia parodontale.  La malattia parodontale se trascurata nel tempo provoca gonfiore e sanguinamento delle gengive, perdita di osso e perdita dei denti.

Quali sono le cause della malattia parodontale?

La malattia parodontale è causata da diversi fattori non tutti controllabili dal paziente o dal dentista. La causa principale è l’accumulo di placca e di tartaro all’interno della bocca. Uno dei fattori di rischio più importanti è il fumo. L’assunzione di determinati farmaci, come immunosoppressori e antidepressivi, può aumentare la possibilità che si sviluppi la malattia parodontale. Recenti studi hanno inoltre dimostrato che malattie sistemiche, ad esempio il diabete, possono aggravare lo sviluppo della malattia parodontale. La predisposizione genetica, infine, favorisce lo sviluppo della malattia: se in famiglia, tra i parenti più stretti, vi è qualcuno che ha perso i denti apparentemente senza causa è possibile che si sia geneticamente predisposti.

Diagnosi

La diagnosi di malattia parodontale viene eseguita dall’ odontoiatra. Esso si avvale di alcune tecniche diagnostiche minimamente invasive e per nulla dolorose.

malattia parodontale 2

In una situazione di salute l’osso di sostegno dei denti normalmente si trova circa 2-3 millimetri sotto il bordo della gengiva. In caso di malattia parodontale esso si ritira andando a formare le  tasche parodontali, dove con molta facilità si accumulano batteri e tartaro. Per valutare la presenza di eventuali tasche viene eseguito di norma un esame radiografico (come può essere una panoramica) accompagnato da un esame del cavo orale eseguito utilizzando una sonda millimetrata che viene posta tra la gengiva e il dente, e questo permette di misurare la profondità di eventuali tasche.

Le prime avvisaglie della malattia parodontale si presentano con l’insorgere di una gengivite: le gengive sono molto rosse, gonfie, doloranti e tendono a sanguinare con molta facilità. La gengivite è una forma della malattia ancora reversibile e quindi facilmente curabile, ma se non viene curata può evolvere in forme ben più gravi e irreversibili della malattia.

Lo stato più avanzato della malattia è la parodontite: a questo livello le gengive, l’osso e il legamento parodontale sono già stati gravemente danneggiati, i denti hanno acquisito mobilità e nei casi più gravi possono cadere spontaneamente o venire estratti.

Le cure

Come abbiamo visto la malattia parodontale può trovarsi in vari stadi di gravità differente. La cura per la malattia dipende dalla sua gravità. Negli stadi iniziali è sufficiente eseguire una pulizia degli elementi dentari dal tartaro e dalla placca mediante una seduta di igiene orale professionale (detta anche detartrasi). Negli stadi più avanzati è necessario eseguire una levigatura radicolare, che prevede la pulizia approfondita, sotto anestesia, della tasche parodontali. Nei casi gravissimi vi è la possibilità che si debba eseguire un intervento chirurgico di ricostruzione delle strutture perse.

Tutti questi trattamenti vengono eseguiti ambulatorialmente e prevedono tempi di guarigione brevi e quasi del tutto esenti da effetti collaterali. Il numero di appuntamenti necessari al trattamento della malattia dipende dalla gravità e dalla sua estensione. Presso il nostro studio è possibile eseguire i vari interventi anche in stato di sedazione cosciente eseguita da un anestesista specializzato. Dopo il trattamento è prevista l’esecuzione di una serie di richiami periodici di controllo. Una volta effettuata la terapia è di fondamentale importanza rispettare i richiami di controllo ed effettuare scrupolosamente le manovre di igiene orale che vengono insegnate dai nostri operatori. In mancanza di tali atti il buon esito della terapia potrebbe essere compromesso.

Prevenzione della malattia parodontale.

Per prevenire l’insorgere della malattia parodontale è sufficiente seguire poche e semplici direttive:

lavare correttamente i denti mediante l’uso dello spazzolino dopo ogni pasto per almento tre minuti;

utilizzare quotidianamente il filo interdentale e lo scovolino in caso di ponti o impianti;

–  evitare di fumare;

eseguire visite periodiche di controllo presso il dentista specializzato nella cura della parodontite.

 

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