Feb 072016
 

 

Alimentazione e salute orale

 

Di recente l’ANDI ha formulato e distribuito alcuni consigli utili per mantenere uno stile di vita sano attraverso l’alimentazione …. anche per la vostra salute orale!

Ve li propongo integralmente attraverso le loro preziose pagine.

Buona lettura.

 

stili di vita , alimentazione e  salute orale

stili di vita , alimentazione e salute orale

 

 

alimentazione e salute orale

 

 

Un concetto universale

12 consigli

Occhio agli zuccheri

Spuntino?

Fonte: ANDI Associazione Nazionale Dentisti Italiani www.andi.it

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Mag 052015
 

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Medicina parodontale e medicina preventiva

La parodontite è l’infiammazione e infezione di legamento e osso alveolare di sostegno dei denti e può avere effetti significativi sulla salute generale e viceversa.
Alcune malattie e condizioni sistemiche possono essere potenziali fattori di rischio per la parodontite.
Analogamente esistono patologie sistemiche per cui la malattia parodontale è stata considerata come un fattore di rischio.

www.massimocanonica.itEsse sono: malattie cardiovascolari, malattie cerebrovascolari, ad esempio ictus, diabete, i bambini con basso peso alla nascita pretermine, preeclampsia, infezioni respiratorie e altre tra cui l’osteoporosi, il cancro, l’artrite reumatoide (AR), la disfunzione erettile (DE), la malattia di Alzheimer (AD), malattie gastrointestinali, prostatiti, malattie renali.

Gli agenti patogeni parodontali possono avere un’azione diretta sul sistema cardiovascolare e contribuire a causare la trombogenesi o l’aterosclerosi .
Si può anche avere un’azione indiretta sul sistema cardiovascolare, causando il rilascio di proteine di fase acuta dal fegato come il fibrinogeno e la proteina C-reattiva, che contribuiscono ulteriormente alla formazione dell’ateroma.
Studi scientifici hanno dimostrato che i soggetti con più del 20% di perdita significativa di tessuto osseo hanno avuto un aumento del rischio del 50% di malattia coronarica rispetto a quelli con perdita ossea orale fino al 20%.
Inoltre si è scoperto  che i soggetti con più del 20% di perdita ossea mascellare e mandibolare hanno anche tre volte più probabilità di essere colpiti da un ictus rispetto a quelli con meno del 20% di perdita ossea.
Si sostiene che le infezioni parodontali croniche possono provocare un aumento della resistenza all’insulina e scarso controllo glicemico e, quindi, possono complicare la gravità del diabete e il grado di controllo metabolico. Inoltre, è stato anche confermato che il trattamento parodontale porta a un miglioramento del controllo glicemico nei pazienti diabetici.
I soggetti con parodontite generalizzata hanno un rischio 5 volte maggiore di parto pretermine prima delle 35 settimane di gestazione e un aumento del rischio 7 volte maggiore di consegna prima di 32 settimane di gestazione. Si presuppone che l’infezione batterica possa portare a un aumento della produzione di prostaglandine amniotiche, che a sua volta si traduce in travaglio pre-termine.
La colonizzazione orale da patogeni respiratori, favorita da scarsa igiene orale e malattie parodontali, sembra essere associata a polmonite nosocomiale. L’ampia placca dentale dei pazienti affetti da parodontite può fornire superfici su cui potenziali patogeni respiratori (PRP) potrebbero aderire e fornire un serbatoio per l’infezione sui tratti distali delle vie respiratorie.
Si è anche visto che la placca sottogengivale in individui affetti da periodontite funzioni come un serbatoio per l’Helicobacter pylori che causa infiammazione cronica ed è il più forte fattore di rischio per il cancro gastrico, nonché per ulcera duodenale e gastrica.
E’ almeno teoricamente possibile che la  parodontite cronica possa contribuire allo sviluppo o alla progressione dell’osteoporosi. Una significativa associazione tra parodontite e artrite reumatoide è stata inoltre dimostrata e questa associazione può essere un riflesso di una comune alterazione della risposta infiammatoria in quanto sia la malattia parodontale che la Artrite Reumatoide si manifestano come conseguenza di uno squilibrio tra le citochine pro-e anti-infiammatorie.

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sorrisi

Trattare le malattie gengivali e la parodontite per ridurre i rischi cardiovascolari.

Secondo quanto affermato dai ricercatori della Aston University recenti ricerche suggeriscono che un aumento della mortalità, nelle persone con insufficienza renale cronica, sia collegato con le condizioni infiammatorie croniche come la parodontite.
Studi precedenti hanno rivelato che più dell’85% delle persone con insufficienza renale cronica hanno problemi infiammatori gengivali, causati dalla rimozione inadeguata della placca aggravata da un’immunità alterata, che ritarda i processi di guarigione. La dottoressa Irundika Dias, sta conducendo uno studio sulle cause alla base delle malattie cardiovascolari e ha osservato una correlazione  tra malattia renale cronica e parodontite. Il trattamento della parodontite riduce i lipidi ossidati e l’attività delle cellule infiammatorie nelle persone con malattia renale cronica, facendo così calare il rischio di malattie cardiache che insidiano la vita di queste persone.

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Cure odontoiatriche in gravidanza.

www.massimocanonica.itGengiviti, parodontiti e carie, oltre ad essere disturbi frequenti e fastidiosi per le donne in gravidanza, posso creare problemi anche al nascituro, essendo legate a un maggior rischio di parto pretermine, basso peso alla nascita e trasmissione dei batteri della carie al bambino. Per questo il Ministero della Salute ha pubblicato delle raccomandazioni per la promozione della salute orale in gravidanza, rivolte a medici, odontoiatri ed operatori sanitari.
Le donne che soffrono di gengivite in gravidanza vanno dal 30% al 100%, mentre il 5-20% mostra segni di parodontite. Tra le cause ci sono le modificazioni della dieta e dell’igiene orale, nausee mattine e vomito, reflusso esofageo, modificazioni ormonali, vascolari e immunologiche.
Il periodo più sicuro per eseguire le procedure terapeutiche è all’inizio del secondo trimestre, tra la 14a e 20a settimana di gestazione.
La gravidanza non è un motivo per rinviare cure odontoiatriche di routine o il trattamento di condizioni acute o necessarie, e le radiografie necessarie possono essere fatte in modo sicuro, adottando le precauzioni indicate. I ritardi nei trattamenti potrebbero provocare danni alla gestante e al feto.

 


Fonte:”Il Dentista Moderno”

Feb 052015
 

 

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Parodonto:
insieme di tessuti che circondano e sostengono denti, gengiva, mucosa alveolare, cemento, legamento parodontale, osso alveolare ed osso di supporto.

Parodontite: infiammazione dei tessuti di supporto del dente. Solitamente si tratta di alterazioni associate a distruzione progressiva di osso e di legamento parodontale. L’infiammazione si estende dalla gengiva all’osso ed al legamento parodontale adiacente. In profondità,nascosti tra denti e gengive, in aree non raggiungibili dallo spazzolino, milioni di batteri crescono protetti dal biofilm.

Tasca parodontale: solco patologico tra un dente e l’epitelio gengivale. Estensione apicale anomala del solco gengivale, causata dalla distruzione del legamento parodontale. Ciò determina la formazione di uno spazio in cui tartaro e placca batterica trovano maggiore riparo dalle procedure di igiene orale domiciliare, perpetuando la loro azione di riassorbimento osseo fino alla mobilizzazione dell’elemento dentario ed eventualmente alla sua perdita.

Recessione gengivale: fenomeno per il quale i tessuti parodontali marginali migrano apicalmente lungo la radice dentaria.

Gengivite indotta da placca:
infiammazione gengivale dovuta alla placca dentale.

Parodontite cronica: malattia infettiva che si manifesta con infiammazione dei tessuti di supporto dei denti, perdita di attacco e distruzione di osso. Ha andamento progressivo. E’ caratterizzata dalla formazione di una tasca parodontale e/o recessione gengivale. Solitamente tale patologia si associa alla presenza di placca e tartaro.

detartrasi

Detartrasi: forma di terapia non chirurgica consistente nella rimozione meccanica di irritanti dalla superficie deldente e della radice, con metodi manuali ed ultrasonici, per ottenere superfici dentarie deterse e biologicamente compatibili con la guarigione biologica, senza rimuovere il cemento radicolare.

Levigatura radicolare:
tecnica attraverso la quale si rimuove nella porzione sottogengivale il tartaro, la placca ed il “cemento molle” dalla superficie radicolare, per renderla dura e liscia. Questa tecnica può essere applicata “a cielo aperto” o “a cielo chiuso” spesso in anestesia locale. L’ igienista dentale piò usare la tecnica a “cielo chiuso”. La tecnica a “cielo aperto” è usata dal medico odontoiatra con un’ incisione che tende a ribaltare la gengiva, per facilitare l’accesso strumentale e consentire l’osservazione diretta del campo operatorio. In presenza di parodontite la levigatura mira a promuovere il riattacco dei tessuti di supporto alla superficie del dente.

Terapia parodontale non chirurgica:
rimozione e controllo della placca batterica. Il trattamento completo della terapia parodontale non chirurgica si suddivide in tre fasi: terapia eziologica, la quale viene effettuata nelle aree sopra e sotto gengivali mediante strumentazione meccanica ad ultrasuoni o strumentazione manuale; terapia antimicrobica sistemica e locale, terapia di supporto o mantenimento  eseguita per prevenire la recidiva della malattia con il programma di controllo della placca attraverso lo scaling, levigatura radicolare, applicazione di fluoro e controllo intra/extra orale e motivazione all’igiene orale domiciliare.

Terapia parodontale chirurgica:
qualsiasi atto chirurgico utilizzato per trattare la parodontite oppure per modificare la morfologia del parodonto.

Rigenerazione:
la rigenerazione parodontale si riferisce alla ricostituzione dell’attacco parodontale; la rigenerazione guidata di tessuto osseo si riferisce all’aumento di cresta o alla rigenerazione ossea.

Gen 202014
 

 

anatomia parodontale 1

 

La malattia parodontale, comunemente chiamata piorrea, è una patologia che si sviluppa a carico del parodonto, ad eziologia multifattoriale, provocata da un’ infezione batterica e dalla predisposizione personale.

Il parodonto, ossia la struttura che funge da sostegno al dente, è composto dalla gengiva, dal legamento parodontale e dall’osso.

Molto spesso la malattia parodontale non provoca dolore, soprattutto nelle fasi iniziali, e quindi non è facile accorgersi della sua presenza; quando ciò avviene, la situazione, in molti casi, è già compromessa: gengive che sanguinano con frequenza, mobilità dei denti e alito cattivo sono segni di malattia parodontale in stato avanzato. La piorrea è una delle cause più frequenti di perdita degli elementi dentari in pazienti adulti.

L’unico modo che il paziente ha per verificare l’insorgenza di malattia parodontale è di fare regolari visite di controllo dal proprio dentista.  Solo in questa maniera è possibile effettuare una diagnosi e quindi attuare un piano di cura adeguato oppure mettere in pratica misure preventive contro l’insorgenza della piorrea. Le misure preventive consistono nella rimozione della placca e del tartaro dai denti: la placca è una patina biancastra che si deposita sui denti vicino alle gengive ed è composta da batteri; se non viene regolarmente eliminata con l’uso dello spazzolino col tempo indurisce e si trasforma in tartaro. Il tartaro può solamente essere eliminato dal cavo orale mediante una detartrasi. La placca batterica e, di conseguenza, il tartaro sono la causa principale dello scatenamento della malattia parodontale.  La malattia parodontale se trascurata nel tempo provoca gonfiore e sanguinamento delle gengive, perdita di osso e perdita dei denti.

Quali sono le cause della malattia parodontale?

La malattia parodontale è causata da diversi fattori non tutti controllabili dal paziente o dal dentista. La causa principale è l’accumulo di placca e di tartaro all’interno della bocca. Uno dei fattori di rischio più importanti è il fumo. L’assunzione di determinati farmaci, come immunosoppressori e antidepressivi, può aumentare la possibilità che si sviluppi la malattia parodontale. Recenti studi hanno inoltre dimostrato che malattie sistemiche, ad esempio il diabete, possono aggravare lo sviluppo della malattia parodontale. La predisposizione genetica, infine, favorisce lo sviluppo della malattia: se in famiglia, tra i parenti più stretti, vi è qualcuno che ha perso i denti apparentemente senza causa è possibile che si sia geneticamente predisposti.

Diagnosi

La diagnosi di malattia parodontale viene eseguita dall’ odontoiatra. Esso si avvale di alcune tecniche diagnostiche minimamente invasive e per nulla dolorose.

malattia parodontale 2

In una situazione di salute l’osso di sostegno dei denti normalmente si trova circa 2-3 millimetri sotto il bordo della gengiva. In caso di malattia parodontale esso si ritira andando a formare le  tasche parodontali, dove con molta facilità si accumulano batteri e tartaro. Per valutare la presenza di eventuali tasche viene eseguito di norma un esame radiografico (come può essere una panoramica) accompagnato da un esame del cavo orale eseguito utilizzando una sonda millimetrata che viene posta tra la gengiva e il dente, e questo permette di misurare la profondità di eventuali tasche.

Le prime avvisaglie della malattia parodontale si presentano con l’insorgere di una gengivite: le gengive sono molto rosse, gonfie, doloranti e tendono a sanguinare con molta facilità. La gengivite è una forma della malattia ancora reversibile e quindi facilmente curabile, ma se non viene curata può evolvere in forme ben più gravi e irreversibili della malattia.

Lo stato più avanzato della malattia è la parodontite: a questo livello le gengive, l’osso e il legamento parodontale sono già stati gravemente danneggiati, i denti hanno acquisito mobilità e nei casi più gravi possono cadere spontaneamente o venire estratti.

Le cure

Come abbiamo visto la malattia parodontale può trovarsi in vari stadi di gravità differente. La cura per la malattia dipende dalla sua gravità. Negli stadi iniziali è sufficiente eseguire una pulizia degli elementi dentari dal tartaro e dalla placca mediante una seduta di igiene orale professionale (detta anche detartrasi). Negli stadi più avanzati è necessario eseguire una levigatura radicolare, che prevede la pulizia approfondita, sotto anestesia, della tasche parodontali. Nei casi gravissimi vi è la possibilità che si debba eseguire un intervento chirurgico di ricostruzione delle strutture perse.

Tutti questi trattamenti vengono eseguiti ambulatorialmente e prevedono tempi di guarigione brevi e quasi del tutto esenti da effetti collaterali. Il numero di appuntamenti necessari al trattamento della malattia dipende dalla gravità e dalla sua estensione. Presso il nostro studio è possibile eseguire i vari interventi anche in stato di sedazione cosciente eseguita da un anestesista specializzato. Dopo il trattamento è prevista l’esecuzione di una serie di richiami periodici di controllo. Una volta effettuata la terapia è di fondamentale importanza rispettare i richiami di controllo ed effettuare scrupolosamente le manovre di igiene orale che vengono insegnate dai nostri operatori. In mancanza di tali atti il buon esito della terapia potrebbe essere compromesso.

Prevenzione della malattia parodontale.

Per prevenire l’insorgere della malattia parodontale è sufficiente seguire poche e semplici direttive:

lavare correttamente i denti mediante l’uso dello spazzolino dopo ogni pasto per almento tre minuti;

utilizzare quotidianamente il filo interdentale e lo scovolino in caso di ponti o impianti;

–  evitare di fumare;

eseguire visite periodiche di controllo presso il dentista specializzato nella cura della parodontite.