Mag 092014
 

 

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La pratica del piercing, negli ultimi decenni si è affermata come moda giovanile sempre più diffusa.
In passato, nelle società antiche, la perforazione di alcune parti del corpo per inserirvi ornamenti di materiale diverso (pietra, osso, avorio o metallo) era pratica diffusa con finalità specifiche sociali e/o rituali-iniziatiche e ancora oggi si conserva in alcune tribù.
Oggi il piercing non è più limitato ai lobi dell’orecchio, ma può presentarsi in molti distretti corporei, fra cui anche il cavo orale, con sedi elettive labbra, lingua, guance e, più raramente, ugola e frenulo linguale.
Il fenomeno piercing orale sta coinvolgendo non solo la popolazione adolescente, ma anche la fascia adulta.
La crescente popolarità del piercing orale ha però già evidenziato effetti e conseguenze ad esso legati: appare chiaro che chi si sottopone a tale procedura si espone a rischi di una certa rilevanza e va incontro a sequele non trascurabili.
Diverse associazioni odontoiatriche si sono infatti già pronunciate ufficialmente con documenti e linee guida che condannano il piercing orale.

 

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Complicazioni.

Le complicazioni possibili in fase di inserzione del piercing possono essere:

Emorragia: soprattutto correlata al piercing linguale in considerazione della ricca irrorazione della lingua cui provvede l’arteria . Il problema emorragico può manifestarsi anche a qualche ora di distanza dall’inserimento del piercing e non necessariamente contestualmente.

Lesione nervosa: anche questo tipo di problema si verifica quasi sempre in caso di piercing linguale e può portare ad un problema di controllo della mobilità della lingua o anche ad un problema di sensibilità.

Trasmissione di agenti infettivi (virus, batteri, funghi): fra le infezioni virali possibili e più pericolose ci sono quelle dell’epatite, dell’ Aids e dell’herpes e fra le infezioni batteriche quelle del tetano.

 

Le complicazioni possibili a breve termine dal posizionamento del piercing possono essere:

Infiammazione reattiva del sito dove è stato applicato il piercing: il gonfiore dovuto all’edema conseguente può comportare difficoltà alla vita di relazione ma anche problemi alla fonazione, alla masticazione, alla deglutizione. Sono possibili anche fenomeni di ipersalivazione (scialorrea) transitori ma anche permanenti.

Infezioni: in letteratura non è infrequente la descrizione di infezioni con febbre, brividi e tremori .

Traumi della mucosa con conseguente comparsa di zone arrossate e gonfie dei tessuti. Sono in genere conseguenza di abitudini a “giocare” col piercing che si manifestano successivamente al suo inserimento.

 

Infine ci possono essere complicazioni a lungo termine dal posizionamento del piercing:

Iperplasia o atrofia dei tessuti attorno a dove è stato applicato il piercing: frequentemente ci sono aree di mucosa orale che per via dello sfregamento del piercing si gonfiano oppure aree gengivali che subiscono importanti fenomeni di retrazione per effetto del trauma prolungato nel tempo.

Danni ai denti: è la conseguenza più frequente dell’applicazione di piercing orali. Si va da semplici fenomeni di usura e abrasione dei denti a vere e proprie scheggiature fino a fratture parziali o complete di elementi dentari.

Reazioni allergiche o tossiche verso i materiali di cui è fatto il piercing, in particolare se questo contiene Nichel. E’ descritta in letteratura la formazione di granulomi da corpo estraneo alla lingua o al labbro e addirittura a livello della ghiandola parotide come conseguenza reattiva al materiale di cui sono costituiti alcuni piercing. 

 

 

 

 

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