Nov 302014
 

 

Il sorriso comunica più di qualunque altra caratteristica fisica. Un bel sorriso è uno dei modi più veloci di fare un’ottima impressione. Impariamo come e perché effettuare un trattamento di sbiancamento dentale professionale

 

Lo sbiancamento dentale

Nel corso della vita i denti cambiano colore per molteplici ragioni. Le cause delle macchie dentali sono molte. Alcuni farmaci (tetracicline), traumi dentali, devitalizzazioni e persino cibi e bevande possono, nel tempo, provocare il cambiamento di colore dei denti. Alcune discromie si trovano sulla superficie dei denti mentre altre sono interne. Entrambe possono essere trattate efficacemente dal dentista.

Lo sbiancamento dentale è una procedura odontoiatrica che permette di migliorare il colore deidenti, rendendoli più bianchi.

Lo sbiancamento dentale professionale è quello eseguito sotto la supervisione dell odontoiatra dopo aver effettuato una diagnosi adeguata. È necessaria una diagnosi iniziale, la pulizia dentale professionale, spiegazioni sul processo di sbiancamento da utilizzare ed il monitoraggio durante la fase di trattamento. L’auto-trattamento con prodotti da banco pone dei rischi per denti e gengive e non porta i risultati desiderati. Gli Sbiancanti Professionali, domiciliari o da studio, sono l’opzione più sicura ed efficace perschiarire i denti discromici.

 

Sbiancamento professionale in studio 

sbiancamento in studio

professionale in studio

 

Sbiancamento professionale domiciliare mediante mascherine

mascherine

mascherine

 

Come funziona lo sbiancamento?

Lo sbiancamento è un processo chimico in cui il perossido contenuto nello sbiancante si scinde in piccolissime molecole, capaci di penetrare la struttura di smalto e dentina e spezzare le molecole dei pigmenti colorati che provocano discromie; lo schiarimento avviene su tutto il dente, anche se non coperto di sbiancante. La struttura dentaria non viene alterata o danneggiata ma viene semplicemente schiarito il colore interno.

 

Quanto dura lo sbiancamento?

I risultati dello sbiancamento sono stabili. Ad ogni modo, in relazione alla propria alimentazione ed alle proprie abitudini di vita può essere necessario ripetere periodicamente il trattamento. Grazie alla sicurezza degli attuali  agenti sbiancanti ciò non è motivo di alcuna preoccupazione.

 

Lo sbiancamento causa sensibilità dentale?

La sensibilità dentale è un possibile effetto collaterale dello sbiancamento. Questa sensibilità è temporanea e scompare dopo il completamento del trattamento. Nelle formulazioni degli agenti sbiancanti vengono spesso inclusi il nitrato di potassio e il fluoro, che contribuiscono ad alleviare il possibile disagio dello sbiancamento. In caso di sensibilità perdurante vi sono prodotti specifici che il dentista potrà offrire ai propri pazienti.

 

Lo sbiancamento può indebolire i denti e causare problemi?

Diversi studi confermano l’assoluta sicurezza dei sistemi di sbiancamento attualmente in uso. Le formulazioni con Fluoro e nitrato di potassio portano realmente alla riduzione della carie, alla minimizzazione della sensibilità, all’aumento della durezza dello smalto ed al miglioramento della salute complessiva dei denti.

 

Quanto si possono sbiancare i denti?

Il risultato di uno sbiancamento dipende da molti fattori come il tipo di discromia, l’età del paziente, la qualità e quantità di tessuti dentari.

Ricordiamo che otturazioni, corone e faccette non possono essere sbiancate.

 

Giu 182014
 

 

La tecnologia CAD-CAM in Odontoiatria è il risultato di un lavoro ingegneristico che permette di realizzare manufatti protesici attraverso un progetto digitale mediante l’utilizzo di un sofisticato software detto CAD (Computer-Aided Design) e una fase di costruzione, sempre assistita da computer, detta CAM (Computer-Aided Manufacturing).

Il continuo miglioramento tecnologico nelle attrezzature, nello strumentario e nelle metodiche operative è uno degli obbiettivi costanti nella conduzione della nostra struttura odontoiatrica. Per questo motivo, recentemente e con grande entusiasmo, ci siamo dotati di uno scanner per il rilevamento delle impronte intraorali estremamente avanzato e di una unità di fresaggio per la realizzazione dei manufatti protesici in tempo reale direttamente nello studio.

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Immaginate di avere la possibilità di effettuare la rilevazione delle impronte nella bocca dei Pazienti non più tramite i tradizionali materiali da impronta, ma attraverso un manipolo con telecamera (scanner digitale) in grado di rilevare senza particolari disagi il ed in modo estremamente accurato tutti i più fini dettagli della dentatura.

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Lo scanner digitale è una piccola telecamera che entra facilmente in bocca e non crea assolutamente problemi o fastidi di ingombro a tutti quei Pazienti che hanno sempre vissuto il momento dell’impronta come un momento assolutamente negativo . L’affidabilità e la precisione della tecnica di impronta digitale permette all’odontoiatra di non preoccuparsi più dell’eventuale introduzione di errori nei vari passaggi dell’impronta. Le immagini sono immediatamente disponibili sullo schermo del computer per essere valutate anche in 3D. Il professionista (anche con la partecipazione del Paziente) può osservare direttamente ed in modo accurato l’immagine dell’impronta che ha appena effettuato potendo decidere se sia il caso eventualmente di rifarla all’istante.

Nella fase successiva attraverso un processo digitale di progettazione al computer possiamo realizzare il manufatto protesico virtuale a cui segue l’esecuzione dello stesso attraverso fresatura di blocchetti in ceramica o resina con una macchina a controllo numerico.

I tempi di attesa per avere un ponte, una corona o un intarsio finiti si abbreviano notevolmente, riducendosi molto spesso ad un’unica seduta; normalmente per realizzare un restauro protesico secondo metodica tradizionale occorrono più sedute, una per la preparazione del dente e l’adattamento del provvisorio, una per la presa dell’impronta e la terza per la cementazione del dente definitivo. 

Il Restauro innovativo con la metodica Cerec.

Cerec Omnicam, apparecchiatura di cui ci siamo dotati, è un sofisticato sistema che consente la realizzazione di corone, intarsi, faccette, piccoli ponti, sovrastrutture implantari in zirconia, vetroceramica, disilicato di litio, ossido di alluminio o resine.


A differenza delle tecniche tradizionali, Cerec consente il restauro dei denti in un’unica seduta senza l’utilizzo di impronte, impiegando materiali con caratteristiche estetiche e funzionali eccellenti.



Il sistema si avvale di tre unità:

– Una piccola telecamera intraorale che rileva l’immagine del dente preparato;

– Un computer con un software dedicato con il quale si progetta il restauro;

– Una molatrice che fresa il restauro progettato. 

La telecamera montata su un manipolo intraorale rileva l’anatomia dei denti interessati cogliendone anche i più piccoli dettagli fornendo scansione tridimensionale a colori.

Il software dedicato elabora le immagini acquisite e realizza un modello virtuale delle arcate dentali, il quale altro non è che il corrispondente del classico modello in gesso utilizzato nelle tecniche tradizionali con impronta. Sul modello digitale viene progettato il restauro da realizzare, conferendo a questo la forma più idonea in relazione ai denti circostanti e a quelli antagonisti.

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I dati del progetto protesico vengono automaticamente inviati all’Unità Molatrice fig 6 , che è un’apposita macchina di fresatura in cui una serie frese diamantate lavorano in sincronia su un blocchetto di ceramica o resina, realizzando il restauro da noi progettato.
 Alla fase della prova, può seguire la cottura in forno e la caratterizzazione del colore che consentirà una perfetta integrazione del restauro nella bocca del nostro Paziente.


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E’ importante sottolineare che questa tecnica, più rapida, non va a discapito della precisione che al contrario raggiunge livelli molto elevati, in modo standardizzato con grande soddisfazione dei nostri Pazienti.

Mag 092014
 

 

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La pratica del piercing, negli ultimi decenni si è affermata come moda giovanile sempre più diffusa.
In passato, nelle società antiche, la perforazione di alcune parti del corpo per inserirvi ornamenti di materiale diverso (pietra, osso, avorio o metallo) era pratica diffusa con finalità specifiche sociali e/o rituali-iniziatiche e ancora oggi si conserva in alcune tribù.
Oggi il piercing non è più limitato ai lobi dell’orecchio, ma può presentarsi in molti distretti corporei, fra cui anche il cavo orale, con sedi elettive labbra, lingua, guance e, più raramente, ugola e frenulo linguale.
Il fenomeno piercing orale sta coinvolgendo non solo la popolazione adolescente, ma anche la fascia adulta.
La crescente popolarità del piercing orale ha però già evidenziato effetti e conseguenze ad esso legati: appare chiaro che chi si sottopone a tale procedura si espone a rischi di una certa rilevanza e va incontro a sequele non trascurabili.
Diverse associazioni odontoiatriche si sono infatti già pronunciate ufficialmente con documenti e linee guida che condannano il piercing orale.

 

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Complicazioni.

Le complicazioni possibili in fase di inserzione del piercing possono essere:

Emorragia: soprattutto correlata al piercing linguale in considerazione della ricca irrorazione della lingua cui provvede l’arteria . Il problema emorragico può manifestarsi anche a qualche ora di distanza dall’inserimento del piercing e non necessariamente contestualmente.

Lesione nervosa: anche questo tipo di problema si verifica quasi sempre in caso di piercing linguale e può portare ad un problema di controllo della mobilità della lingua o anche ad un problema di sensibilità.

Trasmissione di agenti infettivi (virus, batteri, funghi): fra le infezioni virali possibili e più pericolose ci sono quelle dell’epatite, dell’ Aids e dell’herpes e fra le infezioni batteriche quelle del tetano.

 

Le complicazioni possibili a breve termine dal posizionamento del piercing possono essere:

Infiammazione reattiva del sito dove è stato applicato il piercing: il gonfiore dovuto all’edema conseguente può comportare difficoltà alla vita di relazione ma anche problemi alla fonazione, alla masticazione, alla deglutizione. Sono possibili anche fenomeni di ipersalivazione (scialorrea) transitori ma anche permanenti.

Infezioni: in letteratura non è infrequente la descrizione di infezioni con febbre, brividi e tremori .

Traumi della mucosa con conseguente comparsa di zone arrossate e gonfie dei tessuti. Sono in genere conseguenza di abitudini a “giocare” col piercing che si manifestano successivamente al suo inserimento.

 

Infine ci possono essere complicazioni a lungo termine dal posizionamento del piercing:

Iperplasia o atrofia dei tessuti attorno a dove è stato applicato il piercing: frequentemente ci sono aree di mucosa orale che per via dello sfregamento del piercing si gonfiano oppure aree gengivali che subiscono importanti fenomeni di retrazione per effetto del trauma prolungato nel tempo.

Danni ai denti: è la conseguenza più frequente dell’applicazione di piercing orali. Si va da semplici fenomeni di usura e abrasione dei denti a vere e proprie scheggiature fino a fratture parziali o complete di elementi dentari.

Reazioni allergiche o tossiche verso i materiali di cui è fatto il piercing, in particolare se questo contiene Nichel. E’ descritta in letteratura la formazione di granulomi da corpo estraneo alla lingua o al labbro e addirittura a livello della ghiandola parotide come conseguenza reattiva al materiale di cui sono costituiti alcuni piercing.