Mag 162014
 

 

Sarebbero circa tre milioni gli italiani che soffrono di apnee ostruttive nel sonno, un problema che raddoppia la probabilità di diventare diabetici, aumenta di due volte e mezzo il rischio di ipertensione, quadruplica quello di ictus e aumenta di sette volte il rischio di avere incidenti automobilistici.
L’80% di chi soffre di apnee gravi è obeso o sovrappeso: proprio i chili di troppo “premono” sulle vie aeree, durante la notte, portando alla loro occlusione parziale o totale per alcuni secondi. Il risultato è il russamento. Spesso, uno dei rimedi più efficaci è quello che propone il dentista attraverso apparecchi antirussamento.
In molti casi il russare di notte è proprio la prima avvisaglia delle apnee ostruttive: le prime vie aeree collassano e per qualche secondo l’aria non passa, provocando conseguenze tutt’altro che irrisorie sulla salute dei tre milioni di italiani che ne soffrono.

www.massimocanonica.it

Il dentista può dare una soluzione al problema.

Come? Con dispositivi orali su misura, che mantengono in avanti lingua e mandibola, le vie aeree restano più libere e questo basta a risolvere i casi meno gravi e il russamento semplice, scongiurando il ricorso a trattamenti più complessi, come la ventiloterapia, nella quale si applica una pressione positiva continua alle vie aeree del paziente facendolo respirare da una mascherina quando dorme.
Diagnosticare le apnee ostruttive è fondamentale: se il partner riferisce un russamento, ma anche se ci si sveglia già stanchi o con il mal di testa, se durante la giornata si fatica a restare concentrati o se si è spesso assonnati e si avrebbe bisogno di un pisolino diurno è probabile che ci siano apnee notturne ed è opportuno discuterne con il medico.
“I pazienti hanno il sonno agitato, poco ristoratore; la diagnosi viene fatta a seguito di una visita e una serie di esami dagli specialisti dei Centri di medicina del sonno, ma spesso il primo ad averne il sospetto è il dentista.
Nei casi lievi o moderati l’odontoiatra può effettuare la terapia delle apnee ostruttive, realizzando dispositivi orali su misura per il proprio paziente in grado di mantenere la mandibola e la lingua spostate in avanti durante la notte, così da creare più spazio nella parte posteriore della bocca ed evitare l’ostruzione delle vie aeree.

images

Si tratta di dispositivi comodi e facili da indossare, che possono essere facilmente portati con sé in viaggio; inoltre, il trattamento è poco invasivo e reversibile, perché può essere sospeso in qualsiasi momento.

I dispositivi orali, poco o per nulla fastidiosi, vengono portati tutta la notte da più dell’80 % dei pazienti”.

FacebookTwitterGoogle+Condividi
Mag 092014
 

 

www.massimocanonica.it

 

La pratica del piercing, negli ultimi decenni si è affermata come moda giovanile sempre più diffusa.
In passato, nelle società antiche, la perforazione di alcune parti del corpo per inserirvi ornamenti di materiale diverso (pietra, osso, avorio o metallo) era pratica diffusa con finalità specifiche sociali e/o rituali-iniziatiche e ancora oggi si conserva in alcune tribù.
Oggi il piercing non è più limitato ai lobi dell’orecchio, ma può presentarsi in molti distretti corporei, fra cui anche il cavo orale, con sedi elettive labbra, lingua, guance e, più raramente, ugola e frenulo linguale.
Il fenomeno piercing orale sta coinvolgendo non solo la popolazione adolescente, ma anche la fascia adulta.
La crescente popolarità del piercing orale ha però già evidenziato effetti e conseguenze ad esso legati: appare chiaro che chi si sottopone a tale procedura si espone a rischi di una certa rilevanza e va incontro a sequele non trascurabili.
Diverse associazioni odontoiatriche si sono infatti già pronunciate ufficialmente con documenti e linee guida che condannano il piercing orale.

 

piercing- www.massimocanonica.it

 

Complicazioni.

Le complicazioni possibili in fase di inserzione del piercing possono essere:

Emorragia: soprattutto correlata al piercing linguale in considerazione della ricca irrorazione della lingua cui provvede l’arteria . Il problema emorragico può manifestarsi anche a qualche ora di distanza dall’inserimento del piercing e non necessariamente contestualmente.

Lesione nervosa: anche questo tipo di problema si verifica quasi sempre in caso di piercing linguale e può portare ad un problema di controllo della mobilità della lingua o anche ad un problema di sensibilità.

Trasmissione di agenti infettivi (virus, batteri, funghi): fra le infezioni virali possibili e più pericolose ci sono quelle dell’epatite, dell’ Aids e dell’herpes e fra le infezioni batteriche quelle del tetano.

 

Le complicazioni possibili a breve termine dal posizionamento del piercing possono essere:

Infiammazione reattiva del sito dove è stato applicato il piercing: il gonfiore dovuto all’edema conseguente può comportare difficoltà alla vita di relazione ma anche problemi alla fonazione, alla masticazione, alla deglutizione. Sono possibili anche fenomeni di ipersalivazione (scialorrea) transitori ma anche permanenti.

Infezioni: in letteratura non è infrequente la descrizione di infezioni con febbre, brividi e tremori .

Traumi della mucosa con conseguente comparsa di zone arrossate e gonfie dei tessuti. Sono in genere conseguenza di abitudini a “giocare” col piercing che si manifestano successivamente al suo inserimento.

 

Infine ci possono essere complicazioni a lungo termine dal posizionamento del piercing:

Iperplasia o atrofia dei tessuti attorno a dove è stato applicato il piercing: frequentemente ci sono aree di mucosa orale che per via dello sfregamento del piercing si gonfiano oppure aree gengivali che subiscono importanti fenomeni di retrazione per effetto del trauma prolungato nel tempo.

Danni ai denti: è la conseguenza più frequente dell’applicazione di piercing orali. Si va da semplici fenomeni di usura e abrasione dei denti a vere e proprie scheggiature fino a fratture parziali o complete di elementi dentari.

Reazioni allergiche o tossiche verso i materiali di cui è fatto il piercing, in particolare se questo contiene Nichel. E’ descritta in letteratura la formazione di granulomi da corpo estraneo alla lingua o al labbro e addirittura a livello della ghiandola parotide come conseguenza reattiva al materiale di cui sono costituiti alcuni piercing.