Apr 042014
 

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Ecco un argomento che sicuramente incontrerà l’interesse di molti.

Nel campo dell’estetica dentale abbiamo assistito ad una notevole evoluzione, con nuove possibilità per poter ottenere denti sempre più naturali e bianchi.
Si possono trattare tutti i tipi di discromie anche i casi con pigmentazioni da tetracicline in tempi variabili da due a sei settimane.

Nella programmazione di una terapia sbiancante bisogna tener presenti alcuni importanti aspetti.
Prima dello sbiancamento, la bocca deve essere sottoposta ad una seduta di igiene orale con eliminazione di placca e di tartaro.
L’odontoiatra deve effettuare una visita preliminare nella quale evidenzierà carie da curare
prima dello sbiancamento, o comunque tutte quelle che sono le controindicazioni, come   ipersensibilità dentinale, superfici radicolari esposte, gravi perdite di smalto o fratture dello smalto stesso, o situazioni con un tale grado di pigmentazione da rendere vano qualsiasi tentativo di sbiancamento.
Bisogna inoltre analizzare le aspettative del paziente: i risultati non sono sempre prevedibili.
Si può ottenere uno sbiancamento intenso e molto evidente ma anche, in altri casi, una modificazione minima nella scala colore, indipendentemente dalla qualità della cura.
Inoltre la presenza di otturazioni o di protesi fisse anche in ceramica comporta dei problemi, in quanto lo sbiancante non ha nessun effetto su questi materiali, agendo unicamente sullo smalto dentale. In questi casi, per ottenere una buona estetica bisogna ricorrere alle faccette o agli elementi protesici in ceramica.

 

Per lo sbiancamento dei denti esistono diverse opzioni, semplici ed innocue.

– Sbiancamento ambulatoriale su denti vitali.
Viene praticato presso lo studio dentistico: un sistema sbiancante sotto forma di gel  viene miscelata in ambulatorio, applicato sui denti e attivato da una sorgente luminosa dedicata.
Lo schiarimento/sbiancamento dei denti avviene attraverso reazione di ossidazione a livello dei pigmenti contenuti nella dentina mediante l’azione del perossido di idrogeno liberato dalla sostanza sbiancante. Le gengive vengono protette da un gel. Il trattamento richiede circa mezz’ora per arcata.

– Sbiancamento domiciliare.
Nello studio dentistico, da un’impronta dei denti, si ricava una mascherina in plastica che il paziente applicherà sui denti stessi dopo averla riempita di un gel sbiancante specifico.
Quest’ultimo è normalmente costituito da carbamide perossido (un composto formato da perossido di idrogeno e urea). Le mascherine devono essere mantenute in bocca per 3-8 ore al giorno per 1-3 settimane, normalmente durante il sonno.

– Combinazione di entrambe le opzioni.
I più rinomati esperti nel campo dello sbiancamento e i ricercatori hanno dimostrato che si può ottenere uno sbiancamento dei denti più prevedibile ed efficace qualora si combini il trattamento ambulatoriale con un trattamento domiciliare mediante mascherina personalizzata nel periodo successivo.

– Sbiancamento su denti devitalizzati.
Si possono ottenere risultati altrettanto validi con metodi cosiddetti “alla poltrona” effettuati in studio in due-tre sedute con applicazione di prodotti sbiancanti all’interno della camera pulpare del dente, attivati e lasciati in sede con tecnica “walking bleaching”.
Lo sbiancamento può essere continuato mediante trattamento domiciliare con mascherina.

 

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