Mar 202014
 

 Partiamo da una breve introduzione ….

 

Cos’ è un granuloma?

Non è assolutamente una neoplasia ma il risultato di una serie di concause:
l’ infiammazione cronica (ovvero a lenta evoluzione) si può manifestare nelle aree intorno all’apice della radice dentale di un dente a polpa infetta (necrosi della polpa con “perdita di vitalità”) e diffondersi all’osso alveolare circostante provocando lesioni quali l’ ascesso oppure il granuloma.  Le lesioni provocano rarefazioni ossee visibili in radiografia come aree scure, localizzate più spesso intorno all’apice della radice .
La causa che porta alla formazione del granuloma è costituita dalla necrosi della polpa dentale (“nervo”) e dalle tossine batteriche che permangono nei canali radicolari .
Per la guarigione dal granuloma è necessario quindi detergere in modo corretto il contenuto infetto della radice rimuovendo i residui necrotici della polpa o “nervo”, mediante preparazione (sagomatura), disinfezione e successiva otturazione canalare mediante materiale bioinerte (guttaperca).

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La guarigione porta alla scomparsa in radiografia dell’area scura (“di trasparenza”) e avviene nell’arco di 6-12 mesi circa.
Tuttavia occasionalmente un dente che è stato sottoposto a una cura canalare (devitalizzazione) può non guarire oppure continuare ad essere dolente nonostante il trattamento canalare effettuato e questo anche alcuni mesi o anni dopo, e sviluppare appunto un granuloma.
Quando questo accade, il dente spesso può essere salvato con un secondo trattamento canalare. Tale procedura viene definita: 

 

Ritrattamento Endodontico.

Perché occorre ritrattare i canali del dente?

Il trattamento endodontico viene eseguito perché la polpa, comunemente chiamata dai pazienti “nervo”, si presenta irrimediabilmente danneggiata.
In alcuni casi sebbene la polpa sia stata rimossa e sostituita con un materiale da otturazione, il dente deve essere ritrattato per problemi dovuti  ad una o più delle seguenti cause:

– Incompleta pulizia e otturazione dei canali:
Perchè la cura canalare abbia successo i canali delle radici devono essere interamente puliti e otturati.

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          cura canalare incompleta                                                                   ritrattamento canalare

Alcuni canali sono a volte così stretti, calcificati o curvi che anche i più piccoli strumenti a disposizione non riescono a percorrerli. Altri canali sono così piccoli che non sono facilmente individuabili, oppure sono otturati in maniera approssimativa.

– Trauma radicolare :
Un nuovo trauma può aver causato la frattura della radice e una cisti o un’ infezione possono essersi sviluppate all’apice (punta) della radice.

– Nuova carie:
Una nuova carie può distruggere la corona del dente ed esporre il materiale da otturazione che chiude il canale ai batteri e alla saliva causando una nuova infezione delle radici.
Una frattura o incrinatura di un’otturazione o la decementazione di una corona o di un perno radicolare possono determinare i medesimi danni.

Chi può eseguire i ritrattamenti?

Molti casi sono complessi e richiedono l’ intervento di specialisti in questo settore, che dedicano maggiormente la loro attività professionale all’Endodonzia; proprio per questo sono più esperti nell’eseguire tali terapie e sono dotati di attrezzatura specifica quale il microscopio.

 

Che cosa capita durante il ritrattamento?

Il dente deve essere riaperto, i canali nuovamente detersi ed otturati .
Nei casi in cui non sia possibile tutto ciò (canali curvi, perni nei canali, etc.) può essere necessaria un’ incisione della gengiva che permette di esporre l’apice del dente al fine di poterlo sigillare (apicectomia ed otturazione retrograda).

 

Il Paziente può avere male?

Durante il trattamento il dente può fare male; questo è un inconveniente che non pregiudica il buon esito della terapia.

 

Se il primo trattamento è fallito, come può il Paziente essere sicuro che il ritrattamento avrà successo?

Non ci sono naturalmente garanzie certe. Molte volte il ritrattamento è l’unica alternativa all’estrazione. L’Odontoiatra deve fornire  tutte le informazioni e le alternative terapeutiche affinchè il Paziente possa decidere in completa tranquillità e consapevolezza.

 

Quali sono le alternative al ritrattamento?

L’estrazione del dente è solitamente l’alternativa.
La perdita di un dente può portare allo spostamento di quelli vicini con gravi interferenze nell’occlusione (rapporti tra le arcate dentali ) e nella masticazione.
Il dente si può rimpiazzare con un ponte ancorato ai denti vicini, se presenti, o con un impianto endosseo. Tutti questi sono dei procedimenti lunghi, costosi ed artificiali.
Nonostante i progressi enormi fatti in campo implantologico niente per ora è migliore e più duraturo del dente naturale anche se sono perfettamente sovrapponibili i parametri di durata nel tempo tra un dente ben ritrattato e un impianto ben posizionato.
 
Quanto costa il ritrattamento?

Generalmente il costo per il ritrattamento endodontico è più elevato rispetto alla normale devitalizzazione di un dente. Ciò è dovuto alla difficoltà ed al maggior tempo operativo richiesto per portare a buon fine la terapia.
 
 
Fonte  : www.endodonzia.it

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Mar 202014
 

 

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L’ ipersensibilità dentinale è un dolore acuto e pungente, breve e nello stesso tempo violento, che interessa uno o più denti. Viene avvertita come una vera e propria scossa.   
Si manifesta in presenza di:
sbalzi termici (gelato, bevande calde);
spazzolamento dei denti.
Avviene soprattutto nei punti in cui lo smalto manca o si è fortemente assottigliato oppure dove la gengiva ha subito recessione lasciando esposta la dentina ed il cemento radicolare .
E’ una sintomatologia abbastanza comune tanto che diciamo che abbiamo i “denti sensibili”.
Il dentista, per fare diagnosi, può provocare il sintomo con l’uso dello specillo o con un leggero getto di aria. Radiograficamente il dente non presenta lesioni.
Non sappiamo ancora da che cosa è determinato ma è un fenomeno mediato dal sistema nervoso. Curato si risolve o si attenua in un arco di tempo accettabile.
E’ fondamentale che il dentista escluda in modo assoluto che ci possano essere altre cause.

 

Meccanismo di sviluppo dell’ipersensibilità centinale.

E’ dovuto all’apertura dei tubuli dentinali: i piccolissimi e numerosissimi canali che collegano l’esterno con l’interno del dente, rendendo possibile a stimoli esterni e a molte sostanze di irritare la polpa dentaria (il nervo).

 

Quali sono le cause dell’ipersensibilità dentinale? 

Igiene orale maldestra per troppa forza con spazzolini con setole troppo dure.
Dentifrici che contengono sostanze troppo abrasive (quelli dei denti bianchissimi).
Acidi gastrici (acido cloridrico) in pazienti che hanno un riflusso gastrico o bulimici.
Cibi e bevande particolarmente acidi.
Scarsa igiene orale che causa l’infiammazione e la retrazione delle gengive.

 

Quali denti vengono maggiormente danneggiati dall’uso improprio dello spazzolino? 

In genere i denti più bombati e sporgenti, in particolare i canini e i premolari e i molari superiori.
Le lesioni ai colletti sono da imputare:
– alla troppa forza che si applica sullo spazzolino;
– alla troppa insistenza di spazzolamento sugli stessi punti;
all’ abrasività degli spazzolini soprattutto di quelli con le setole a punta non arrotondata;
– all’ abrasività del dentifricio.

 

Ci possono essere altre cause che provocano gli stessi sintomi?  

Sono diverse:
Rottura del dente;
Cure del dentista comunque necessarie e inevitabili quali: otturazioni, protesi (corone, ponti), interventi alle gengive (chirurgia parodontale), cure ortodontiche, interventi chirurgici, scaling profondo, root planing, sbiancamento dentale.

 

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Trattamento dell’ ipersensibilità dentinale.  

Fatta la diagnosi e rimossa la causa, nella maggior parte dei casi i sintomi diminuiscono lentamente nel tempo poiché la polpa dentaria si protegge con uno strato di dentina che essa stessa produce attraverso gli odontoblasti (cellule specializzate che formano la dentina).
Il trattamento prevede l’utilizzo di spazzolini idonei, dentifrici, colluttori, gel, lacche e sedute di laser terapia con lo scopo di occludere i tubuli dentinale.

 

Valutiamo alcuni dei prodotti oggi ritenuti particolarmente efficaci:
 
Sistema Elmex Sensitive :
http://www.gaba-info.it/Elmex
 
Sistema Curasept Sensitivity:
http://www.curaden.it/prodotti_linea.php?brand_id=2&line_id=2
 
Sistema Sensodyne:
http://www.sensodyne.it/?gclid=COX_75yRs7sCFaXMtAodXwwA8Q
 
Sistema Biorepair:
http://www.biorepair.it/prodotti.html
 

Mar 112014
 


Il primo periodo di prevenzione odontoiatrica nel bambino si avvia con la gravidanza. Lo stato di salute orale della futura mamma nel corso della gravidanza ha significative ripercussioni sia sulle modalità del parto che sulla salute orale del nascituro.

E’ pertanto molto importante che la mamma in stato di attesa sappia che se il suo stato di salute oro-dentale è sano anche per il suo bambino sarà lo stesso, mentre, la presenza di patologie dentarie attive, quali carie dentali o gravi infiammazioni dei tessuti di sostegno del dente, comporteranno un rapido quanto precoce stato di passaggio di batteri produttori di patologie odontoiatriche nel cavo orale del nascituro.

La prevenzione odontoiatrica in gravidanza quale primo e riconosciuto momento di protezione della salute oro-dentale del nascituro deve essere in grado di conseguire alcuni obiettivi:

1) Diminuire la carica batterica salivare della mamma, intervenendo per tempo nell’eliminare tutte le patologie odontoiatriche presenti e mantenendo una corretta igiene orale quotidiana. Nell’ultimo periodo della gravidanza sarà utile, sotto indicazione e stretta osservazione dell’Odontoiatra, l’uso di collutori a base di clorexidina e di chewing gum allo xilitolo.

2) Evitare la precoce colonizzazione batterica del cavo orale da parte di batteri cariogeni, per evitare la formazione di una placca batterica orale ricca di batteri cariogeni.
Inutile, invece, nell’alimentazione quotidiana della madre in gravidanza, aggiungere una dose integrativa di Fluoro per via sistemica.

Se siete in stato di gravidanza e volete sin da ora agire per la prevenzione dentale del vostro bambino chiedete consiglio al vostro dentista. 

 fonte: http://www.obiettivosorriso.it/il-tuo-dentista-informa

Mar 062014
 

Con inFORMIAMO, l’ Associazione Nazionale Dentisti Italiani promuove una interessante iniziativa per istruire ed informare i Pazienti in maniera corretta e scientifica, in merito all’Implantologia dentale.

 

Intervista al Dottor Mario Roccuzzo 
TORINO CRONACA del 26 febbraio 2014
Speciale salute e benessere 33
 

L’implantologia dentaria è materia assai discussa anche, ma non solo, per le implicazioni economiche legate a questo tipo di terapia.

Oggi affrontiamo l’argomento con il Dottor Mario Roccuzzo, esperto in implantologia di fama internazionale e socio dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (Andi). Un tema complesso che merita di essere conosciuto più da vicino dai pazienti quello dell’implantologia dentaria. Per questo motivo a Torino, nel novembre scorso, in occasione della giornata di studio intitolato “Gli impianti post-estrattivi: indicazioni e limiti, costi e benefici, in cui si sono riuniti i massimi esperti del campo, è stato annunciato il progetto “inFORMIAMO” che ha previsto la stesura di un documento ufficiale rivolto ai pazienti, per fornire loro una semplice, ma corretta informazione circa l’implantologia. Vediamo insieme al dottor Roccuzzo le ragioni di un progetto che interessa noi cittadini.
 www.massimocanonica.it ANDI
Ci spiega le ragioni di “inFORMIAMO”, dottor Mario Roccuzzo?
 “Oggi l’informazione in implantologia a disposizione dei pazienti è poco chiara e spesso contradditoria. In una situazione simile, la comunità scientifica deve a mio parere assumersi la responsabilità di fornire ai pazienti gli strumenti per distinguere la medicina dal marketing.
 
Dai congressi scientifici alle case dei pazienti?
 “ Certamente. Molto spesso mentre gli specialisti si ritrovano per analizzare minimi dettagli procedurali i pazienti vengono bombardati da pubblicità false e tendenziose. I pazienti hanno il diritto di avere a loro disposizione informazioni scientificamente corrette. La giornata di studio che ho organizzato sarebbe stata certamente di grande utilità a livello scientifico, ma solo per i partecipanti. Con la creazione del Decalogo “inFORMIAMO”, ci auguriamo che i pazienti possano “viaggiare informati” prima di sottoporsi a cure costose che, in non pochi casi, sono anche clinicamente poco condivisibili”.

http://www.anditocom.it