Gen 232014
 

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L’ implantologia dentale è quell’insieme di tecniche chirurgiche e protesiche volte a riabilitare la funzione orale persa in seguito alla mancanza totale o parziale di elementi dentari mediante l’utilizzo di impianti dentali. Le tecniche più recenti ed il continuo sviluppo della ricerca, ha fatto sì che l’implantologia odierna sia il coronamento del sogno inseguito per anni dall’odontoiatria: ripristinare la dentatura del cavo orale in maniera molto simile al lavoro della natura senza dover ricorrere all’utilizzo di fastidiose ed antiestetiche protesi rimovibili (le cosiddette dentiere o scheletrati) o di protesi fisse ancorate a denti prossimi a quelli perduti utilizzati come pilastri con parziale demolizione della corona e quindi con un inevitabile danno biologico.

CHE COSA SONO GLI IMPIANTI?

Gli impianti dentali sono elementi (viti) metallici di vari diametri e varie lunghezze, di forma cilindrica o conica, costruiti in titanio che vengono chirurgicamente inseriti all’interno dell’osso mandibolare o mascellare a seconda delle necessità.  Il titanio è un materiale largamente utilizzato in chirurgia grazie alla sua totale biocompatibilità. Oggi la superficie degli impianti dentali viene ulteriormente trattata per migliorare l’osteointegrazione che di per sé il titanio già possiede. Per osteointegrazione si intende l’incorporamento dell’impianto all’interno dell’osso senza alcuna apparente interruzione sulla superficie. Le viti posizionate simulano la radice del dente perso. Sull’impianto verrà costruita e fissata la nuova corona dopo che il processo di guarigione dell’osso sarà andato a buon fine. La corona protesica sarà del tutto simile al dente naturale. Gli impianti posso essere anche utilizzati per stabilizzare ponti e protesi nel caso in cui i denti persi siano più di uno.

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COME VENGONO POSIZIONATI? 

Gli impianti vengono posizionati tramite un semplice intervento chirurgico in anestesia locale dopo che ogni singolo caso viene studiato e pianificato su un’ortopantomografia (panoramica dentale) e su una TAC (tomografia assiale computerizzata).La fase di osteointegrazione e di guarigione dura dai due ai sei mesi a seconda dei casi. In questo periodo, se necessario, si utilizza una protesi provvisoria non ancorata agli impianti.  A seguito di tale fase si procede con la protesizzazione finale dell’impianto.

SE MANCA OSSO?

Esistono alcuni casi in cui l’altezza dell’osso mandibolare o mascellare può risultare insufficiente al posizionamento degli impianti. Questo avviene a causa di processi infettivi o in seguito all’assenza del dente protratta lungamente nel tempo, ma non rappresenta un limite alla protesizzazione su impianti. L’osso può essere rigenerato. Esistono specifiche tecniche di rigenerazione dell’osso tramite l’utilizzo di materiali biologici sostitutivi e di membrane. In presenza di un seno mascellare particolarmente espanso, con carenza di osso in senso verticale, si può intervenire effettuando un rialzo del seno mascellare, secondo diverse tecniche, per ricreare una condizione favorevole al posizionamento degli impianti.

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Gen 202014
 

 

anatomia parodontale 1

 

La malattia parodontale, comunemente chiamata piorrea, è una patologia che si sviluppa a carico del parodonto, ad eziologia multifattoriale, provocata da un’ infezione batterica e dalla predisposizione personale.

Il parodonto, ossia la struttura che funge da sostegno al dente, è composto dalla gengiva, dal legamento parodontale e dall’osso.

Molto spesso la malattia parodontale non provoca dolore, soprattutto nelle fasi iniziali, e quindi non è facile accorgersi della sua presenza; quando ciò avviene, la situazione, in molti casi, è già compromessa: gengive che sanguinano con frequenza, mobilità dei denti e alito cattivo sono segni di malattia parodontale in stato avanzato. La piorrea è una delle cause più frequenti di perdita degli elementi dentari in pazienti adulti.

L’unico modo che il paziente ha per verificare l’insorgenza di malattia parodontale è di fare regolari visite di controllo dal proprio dentista.  Solo in questa maniera è possibile effettuare una diagnosi e quindi attuare un piano di cura adeguato oppure mettere in pratica misure preventive contro l’insorgenza della piorrea. Le misure preventive consistono nella rimozione della placca e del tartaro dai denti: la placca è una patina biancastra che si deposita sui denti vicino alle gengive ed è composta da batteri; se non viene regolarmente eliminata con l’uso dello spazzolino col tempo indurisce e si trasforma in tartaro. Il tartaro può solamente essere eliminato dal cavo orale mediante una detartrasi. La placca batterica e, di conseguenza, il tartaro sono la causa principale dello scatenamento della malattia parodontale.  La malattia parodontale se trascurata nel tempo provoca gonfiore e sanguinamento delle gengive, perdita di osso e perdita dei denti.

Quali sono le cause della malattia parodontale?

La malattia parodontale è causata da diversi fattori non tutti controllabili dal paziente o dal dentista. La causa principale è l’accumulo di placca e di tartaro all’interno della bocca. Uno dei fattori di rischio più importanti è il fumo. L’assunzione di determinati farmaci, come immunosoppressori e antidepressivi, può aumentare la possibilità che si sviluppi la malattia parodontale. Recenti studi hanno inoltre dimostrato che malattie sistemiche, ad esempio il diabete, possono aggravare lo sviluppo della malattia parodontale. La predisposizione genetica, infine, favorisce lo sviluppo della malattia: se in famiglia, tra i parenti più stretti, vi è qualcuno che ha perso i denti apparentemente senza causa è possibile che si sia geneticamente predisposti.

Diagnosi

La diagnosi di malattia parodontale viene eseguita dall’ odontoiatra. Esso si avvale di alcune tecniche diagnostiche minimamente invasive e per nulla dolorose.

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In una situazione di salute l’osso di sostegno dei denti normalmente si trova circa 2-3 millimetri sotto il bordo della gengiva. In caso di malattia parodontale esso si ritira andando a formare le  tasche parodontali, dove con molta facilità si accumulano batteri e tartaro. Per valutare la presenza di eventuali tasche viene eseguito di norma un esame radiografico (come può essere una panoramica) accompagnato da un esame del cavo orale eseguito utilizzando una sonda millimetrata che viene posta tra la gengiva e il dente, e questo permette di misurare la profondità di eventuali tasche.

Le prime avvisaglie della malattia parodontale si presentano con l’insorgere di una gengivite: le gengive sono molto rosse, gonfie, doloranti e tendono a sanguinare con molta facilità. La gengivite è una forma della malattia ancora reversibile e quindi facilmente curabile, ma se non viene curata può evolvere in forme ben più gravi e irreversibili della malattia.

Lo stato più avanzato della malattia è la parodontite: a questo livello le gengive, l’osso e il legamento parodontale sono già stati gravemente danneggiati, i denti hanno acquisito mobilità e nei casi più gravi possono cadere spontaneamente o venire estratti.

Le cure

Come abbiamo visto la malattia parodontale può trovarsi in vari stadi di gravità differente. La cura per la malattia dipende dalla sua gravità. Negli stadi iniziali è sufficiente eseguire una pulizia degli elementi dentari dal tartaro e dalla placca mediante una seduta di igiene orale professionale (detta anche detartrasi). Negli stadi più avanzati è necessario eseguire una levigatura radicolare, che prevede la pulizia approfondita, sotto anestesia, della tasche parodontali. Nei casi gravissimi vi è la possibilità che si debba eseguire un intervento chirurgico di ricostruzione delle strutture perse.

Tutti questi trattamenti vengono eseguiti ambulatorialmente e prevedono tempi di guarigione brevi e quasi del tutto esenti da effetti collaterali. Il numero di appuntamenti necessari al trattamento della malattia dipende dalla gravità e dalla sua estensione. Presso il nostro studio è possibile eseguire i vari interventi anche in stato di sedazione cosciente eseguita da un anestesista specializzato. Dopo il trattamento è prevista l’esecuzione di una serie di richiami periodici di controllo. Una volta effettuata la terapia è di fondamentale importanza rispettare i richiami di controllo ed effettuare scrupolosamente le manovre di igiene orale che vengono insegnate dai nostri operatori. In mancanza di tali atti il buon esito della terapia potrebbe essere compromesso.

Prevenzione della malattia parodontale.

Per prevenire l’insorgere della malattia parodontale è sufficiente seguire poche e semplici direttive:

lavare correttamente i denti mediante l’uso dello spazzolino dopo ogni pasto per almento tre minuti;

utilizzare quotidianamente il filo interdentale e lo scovolino in caso di ponti o impianti;

–  evitare di fumare;

eseguire visite periodiche di controllo presso il dentista specializzato nella cura della parodontite.

 

Gen 202014
 

prevenzione bambini

Allattamento e ciuccio

L’allattamento al seno favorisce un corretto sviluppo dei mascellari. E’ bene interrompere l’uso del ciuccio entro i tre anni in modo da prevenire l’insorgenza di malocclusioni, come il morso aperto anteriore ed il morso incrociato posteriore.

Fluoro

La somministrazione di fluoro per bocca con dosaggi differenziati è raccomandata per tutti i bambini dai sei mesi ai tre anni di età. Dai tre ai sei anni la somministrazione per bocca può essere sostituita con l’uso di paste dentifricie a basso contenuto di fluoro(500 PPM) da utilizzare due volte al giorno con lo spazzolino.

Zuccheri nel biberon

Vanno assolutamente sconsigliati l’uso del succhiotto edulcorato e l’uso non nutrizionale del biberon contenente bevande zuccherine. Le sostanze zuccherate o il latte, anche non addizionato di zucchero, contenuti nel biberon sono la principale causa di carie dei denti da latte.

Alimentazione

E’ sconsigliato assumere bevande e cibi contenenti zucchero fuori dai pasti. La frequente assunzione di carboidrati fermentabili durante l’arco della giornata aumenta fortemente l’acidità della placca batterica, favorendo la demineralizzazione dei tessuti duri dentari e di conseguenza la formazione della lesione cariosa.

Igiene orale

L’igiene orale per i bambini da zero a tre anni deve essere demandata ai genitori. Prima dell’eruzione dei denti, dopo la poppata, si devono pulire le gengive con una garzina umida. Dall’eruzione del primo dente deciduo in poi, i denti vanno puliti accuratamente con garza o dito di gomma. E’ bene che il bambino prenda confidenza con lo spazzolino il prima possibile.

Spazzolino

L’igiene orale per i bambini da quattro a cinque anni deve essere praticata sotto la supervisione dei genitori, con spazzolino morbido a testina piccola. E’ importante che i genitori diano il buon esempio: il bambino che vede i genitori lavarsi i denti quotidianamente più volte al giorno è spontaneamente portato ad imitarli.

Buone abitudini

Il corretto spazzolamento dei denti almeno due volte al giorno previene la carie e la gengivite. Esiste evidenza scientifica che le corrette abitudini di igiene orale vadano acquisite durante l’infanzia, per poi essere rafforzate durante l’adolescenza.

 

 

Fonte AIO – Associazione Italiana Odontoiatri

Gen 162014
 

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Dopo mesi di intenso lavoro per realizzare il nostro progetto ci siamo trasferiti, con qualche giorno di anticipo, nella nuova sede in corso Dante 126 a Torino.

Oggi è stato il nostro giorno di prova: siamo passati dal trasloco alla chirurgia.  Merito di un gruppo, persone che credono nel loro lavoro quotidiano e raggiungono gli obbiettivi con passione.

Questo e’ il team con cui progettare presente e futuro.

Vi Aspettiamo

 Posted by at 17:07
Gen 092014
 

 

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Dentifricio   

Dopo i sei anni l’uso di un dentifricio contenente almeno 1000 PPM di fluoro due volte al giorno è di fondamentale importanza nel prevenire la carie e può costituire l’unica forma di somministrazione.  La quantità di dentifricio deve sempre essere minima.

 

Alimentazione   

E’ sconsigliato assumere cibi e bevande contenenti zucchero fuori dai pasti principali.  La frequente assunzione di carboidrati fermentabili durante l’arco della giornata aumenta l’acidità della placca batterica, favorendo la demineralizzazione dei tessuti duri dentari e di conseguenza la formazione della lesione cariosa.

 

Sigillatura dei solchi dentari   

Le sigillature dei solchi di molari e premolari sono indicate per tutti i bambini.    La loro efficacia nel prevenire la carie è massima se vengono applicate nei due anni successivi all’eruzione e la loro integrità va controllata ogni 6-12 mesi.  La metodica consiste nella chiusura meccanica mediante resine fluide delle irregolarità dello smalto presenti sulla superficie masticante.

 

Buone abitudini   

Il corretto spazzolamento dei denti, almeno due volte al giorno, previene carie e gengivite.  L’eliminazione meccanica della placca presente sui denti ed in corrispondenza del margine gengivale, rappresenta il programma più semplice ed efficace di prevenzione delle patologie orali nei bambini e negli adolescenti.

 

Filo interdentale   

L’uso del filo interdentale in età evolutiva non è consigliato.  Il suo utilizzo è ammesso dal termine della permuta e comunque necessita di un apprendimento specifico e di una buona manualità.

 

Disabilità   

In caso di Pazienti affetti da malattie sistemiche o con disabilità, si raccomanda l’incremento della motivazione all’igiene orale personale con il coinvolgimento forte di genitori e personale di supporto, unitamente a controlli periodici da parte di un odontoiatra pediatrico e dall’igienista dentale.

 

Respirazione   

I bambini con respirazione prevalentemente orale e mascellare superiore contratto,  traggono beneficio dall’espansione ortopedica del mascellare.   L’espansione della sutura palatina contribuisce a ripristinare il normale flusso di aria attraverso il naso durante  la respirazione.

 

 

Fonte Associazione Italiana Odontoiatri

Gen 082014
 

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Benvenuti…..  

Lo spirito di rinnovamento professionale che ha portato oggi alla progettazione ed alla nascita del Centro Odontoiatrico nella nuova sede di Corso Dante 126, mi ha parallelamente spinto ad impostare lo sviluppo di un moderno blog scientifico-divulgativo in Odontoiatria.

L’idea di questo blog nasce dal desiderio di condividere con gli altri ed in particolare con i Pazienti l’esperienza, la passione e l’entusiasmo per l’Odontoiatria.

Internet è una risorsa senza uguali per la sua semplicità ed  immediatezza nel raggiungere questo ambizioso obbiettivo.

Lo scopo è quello di informare, stimolare interesse, ricercare il coinvolgimento e l’interazione con l’ampia platea dei nostri Pazienti.

Attraverso la pubblicazione di articoli, notizie di attualità dal vasto mondo dell’Odontoiatria, link e video offriremo ai Pazienti informazioni aggiornate sulle patologie  odontoiatriche e sul loro trattamento, sulla prevenzione, sulle opportunità delle nuove tecnologie diagnostiche e terapeutiche.

Contenuti scientifici divulgativi, aggiornati, semplici e comprensibili, trasmessi in modo nuovo, pratico e moderno, potranno chiarire dubbi e rispondere a domande frequenti, educare e generare fiducia.

Il blog vuole  diventare un punto di riferimento per i Pazienti  che desiderano conoscere meglio il mondo dell’Odontostomatologia con la certezza di fornire informazioni filtrate dal rigore scientifico.

Il blog potrà così risultare efficace nell’aumentare il livello di consapevolezza, nell’accrescere il livello dell’educazione dentale e nel diffondere la cultura della prevenzione e del benessere.

Buona lettura.

                                                                      Massimo Canonica